Osservatorio Scolastico Giovanile. Ricerca Pilota sui DCA nella Regione Marche

La diffusione e la rilevanza dei problemi legati al rapporto con il cibo sono aumentate in maniera progressiva negli ultimi 30 anni parallelamente ai tassi di prevalenza di quelle che comunemente vengono definite malattie dell’Occidente. In particolar modo, Obesità e Disturbi del Comportamento Alimentare si sono strutturati nel tempo come risposte a un mondo in continua e rapida evoluzione, mostrando con chiarezza le contraddizioni della nostra contemporaneità. La rappresentatività di queste condizioni, non è data però semplicemente dall’effettiva proporzionalità statistica del fenomeno, quanto dalla sua pregnanza metaforica, che ai tassi di mortalità e incidenza associa la pervasività di un modello che si insinua a più livelli nelle narrazioni della nostra quotidianità, generando un problema di salute pubblica. Pasto dopo pasto, tali condizioni si consolidano nel silenzio del corpo, condizionando e toccando profondamente gli equilibri familiari e sociali della persona interessata, presentandosi sotto mutevoli e variegate forme che difficilmente riescono ad essere ricomprese nelle categorie sia di analisi che di ricerca precostituite. L’origine multifattoriale del problema e la difficile rilevabilità dello stesso hanno, quindi, posto l’attenzione sull’esigenza, per chi si interessa di Disturbi del Comportamento Alimentare, di fare ricerca anche al di fuori dei contesti ospedalieri e sulla base di queste premesse è stato avviato un progetto di ricerca pilota tra l’Associazione HETA, Centro Multidisciplinare per il Disagio Psichico (membro fondatore della Federazione Italiana Disturbi Alimentari – FIDA) attiva da anni nel territorio e realtà di riferimento nella Regione Marche, e l’Università degli Studi di Urbino – Carlo Bo, con l’obiettivo di elaborare e conseguentemente testare uno strumento di rilevazione differente, da affiancare a quelli già validati in campo psicodiagnostico per analizzare lo stato attuale del fenomeno in contesti non clinici, entrando nella quotidianità dei ragazzi e nel sommerso di quelle situazioni che pur non presentando una domanda di cura prestabilita, si configurano come la realtà nella quale queste contraddizioni e questo dolore si dispiegano. Per fotografare e analizzare il rapporto dei ragazzi con il cibo, il corpo e il peso, dimensioni strettamente collegate a una possibile insorgenza del disturbo, sondando però contemporaneamente gli aspetti soggettivi, culturali e socio-relazionali che interessavano quei rapporti. A partire dai risultati emersi da questa prima indagine esplorativa, condotta nella provincia di Ancona, e in particolar modo a partire dai numerosi feedback positivi riguardanti non solo la sostenibilità dello strumento, quanto soprattutto l’entusiasmo e la soddisfazione dei ragazzi intervistati, degli insegnanti e dei dirigenti scolastici chiamati a collaborare alla ricerca, è stato possibile prefigurare un progetto di ricerca-azione sul tema dell’alimentazione e degli stili di vita dei ragazzi delle scuole superiori della Regione Marche, con lo scopo di costruire un Osservatorio Giovanile Regionale in grado di fornire le informazioni necessarie per:
– cogliere le differenti abitudini dei ragazzi in relazione a quelle che sono le dinamiche a livello familiare e sociale maggiormente diffuse nel territorio,
– aggiornare a livello epidemiologico lo stato attuale del fenomeno dei DCA nella Regione Marche,
– progettare e sperimentare interventi di prevenzione effettivamente rispondenti al bisogno di cura del territorio marchigiano.
Il percorso si articolerebbe nell’arco di 2 anni necessari per rilevare i bisogni e gli stili di vita dei ragazzi, restituendo i risultati emersi agli stessi soggetti intervistati (settembre 2018 – giugno 2019), in modo da ridiscutere e ripensare insieme, in un processo di progettazione partecipata gli interventi e le attività di prevenzione da sperimentare nel secondo anno di ricerca. Per rendere concreto ma ancor prima realizzabile questo percorso riteniamo necessaria l’estensione del numero di intervistati a circa 7.000 casi, rispondenti al 10% della popolazione giovanile marchigiana 14-18 anni, in modo da strutturare un campione il più eterogeneo e rappresentativo possibile della realtà territoriale marchigiana e l’attivazione di ulteriori strumenti di ricerca come focus group, interviste in profondità con testimoni privilegiati da integrare al questionario al momento della restituzione dei principali risultati emersi, in modo da promuovere la partecipazione diretta dei soggetti intervistati nell’ideazione delle attività laboratoriali e di sensibilizzazione da sperimentare.

Il Centro organizza inoltre occasioni di formazione professionale sul tema dei Disturbi Alimentari, rivolti a specialisti e a tutte quelle figure che a vario titolo possono dover acquisirne una conoscenza specifica (trainers sportivi, docenti, educatori).